CHI È NICOLA PADOVAN

Caneva (PN) – “Pazzesco. Ne ho vista di gente che vinceva, ma vincere in ogni gara dove appendevano il numero… In pochi”. Recita così un messaggio tra lo staff del Gottardo Giochi Caneva (non specifichiamo di chi, il sentimento è abbastanza comune) dopo il successo al Campionato italiano Madison Juniores di Nicola Padovan. La terza maglia tricolore della rassegna, dopo Inseguimento a squadre e Omnium, a metà di una stagione che ha visto il diciottenne trevigiano sul tetto d’Europa e del mondo più di una volta. A ciò si aggiungono i cinque successi in linea su strada, tra cui due corse internazionali, la Coppa Montes di Monfalcone (GO) e il Gran Premio Sportivi di Loria (TV), e i tantissimi piazzamenti in corse minori. Si tratta della miglior stagione della sua giovane carriera, nonché l’ultima vestendo la maglia giallonera. Dopo tre anni a Caneva, Padovan è infatti pronto a continuare col proprio percorso di crescita (che, per scaramanzia, preferiamo non pronosticare). 

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Nato a Vittorio Veneto (TV) il 2 aprile 2008, Nicola Padovan muove i primi colpi di pedale ad appena due anni. Inizierà poi a gareggiare nella categoria promozionale, prima di diventare un Giovanissimo. Una passione di famiglia, trasmessagli dai fratelli maggiori Mirco, Michele e Matteo. «In famiglia abbiamo tutti corso in bici. Mi supportano tantissimo. Mirco, il più grande (del 1995, ndr), con i suoi consigli per migliorare nel corso della stagione, mentre Michele e Matteo (gemelli classe 2000, ndr) con i massaggi. È una bella fortuna».

GLI INIZI 

Dopo aver mosso i primi colpi di pedale con il San Vendemiano, la storia in giallonero di Nicola Padovan inizia nel 2024. Per una serie di motivi, la società neroverde è stata costretta a chiudere, lasciando senza squadra un ragazzo al secondo anno Allievo e con un curriculum già di spessore. Padovan, nei due anni da Esordiente, era infatti riuscito a conquistare quattro vittorie e il terzo posto al campionato italiano. Insomma, non uno a caso. «Avevo già raccolto bei risultati in carriera – racconta il trevigiano  – trovandomi, però, a piedi». Un destino toccato anche al suo allenatore, Patrich Pavan, che ha scelto il Gottardo Giochi Caneva come meta sulla quale virare. «Conoscevo già la realtà giallonera – al tempo sprovvista della categoria Allievi – e mi è sembrato logico seguire Patrich. Chiesi così al presidente Michele Biz se potesse fare questo sforzo per me, e lui è stato entusiasta di potermi aiutare». 

Inizia così l’avventura al Gottardo Giochi Caneva per Padovan. Un primo anno senza alcuna pressione, andando prima da solo alle corse e, dall’estate, insieme a Luca Battistutta, anche lui in una situazione simile. Una strategia che si è rivelata incredibilmente funzionale: «È stato un anno tutto sommato tranquillo. Correvamo in due, senza chissà che ambizioni. Attaccavamo il numero per il puro gusto di farlo». Così facendo, in quella stagione la coppia di Allievi ha collezionato cinque successi, oltre a undici podi e il bronzo ai campionati italiani di Padovan. «Quello che è venuto è venuto così, senza sforzi eccessivi», racconta il trevigiano. 

JUNIORES

Col passaggio di categoria le ambizioni si sono semplicemente moltiplicate. Già in primavera, Padovan centra per la prima volta il podio in una corsa internazionale, chiudendo al terzo posto il Trofeo Emozione alle spalle di Magagnotti e Fedrizzi (entrambi con un contratto World Tour già firmato). L’estate è stata invece più infelice, a causa di vari problemi fisici risolti nel giro di un paio di mesi. Così, l’ultima parte della sua prima stagione da Juniores è stata decisamente la migliore, con due podi nel mese di settembre e tre medaglie ai campionati italiani su pista.

LA CONFERMA

Con gli ottimi risultati di fine stagione, già durante l’inverno il piano era chiaro. Non a caso, Padovan ha iniziato il 2026 vincendo all’esordio, davanti al compagno Benozzato.  «Con il mio preparatore, Fabio Baronti, abbiamo lavorato al meglio per l’inizio di stagione – racconta il trevigiano – puntando tantissimo sulla Coppa Montes», corsa, neanche a dirlo, vinta. 

Poi, l’ingresso al velodromo: «Ci eravamo detti di concentrarsi sulla pista in vista dei grandi appuntamenti dell’estate. Devo dire che il piano è risultato perfetto». E ha ben ragione di dirlo, parlano chiaro i risultati. In poco più di un mese, infatti, Padovan si è laureato due volte campione del mondo, nell’Inseguimento a squadre e nella Madison, due volte campione europeo, sempre col quartetto e nell’Omnium, con anche l’argento nella Madison, e campione italiano in tutte queste discipline, insieme all’argento nell’eliminazione. «Meglio di così non poteva andare».

FUTURO

Si prospetta dunque roseo il futuro del giovane talento di San Pietro di Feletto (TV). Padovan ha inoltre già potuto provare sulla propria pelle cosa voglia dire correre fuori dall’Italia. «È una mentalità completamente diversa. Non aspettano nulla. Le corse diventano più imprevedibili, con i favoriti che si muovono sin dai primi chilometri. Per quanto mi riguarda, è più divertente così». Perché, in fin dei conti, è proprio l’imprevedibilità a giocare a suo favore. Un ragazzo dominante su pista, capace però di non mollare le ruote dei migliori grimpeur sul Muro di Ca’ del Poggio. «Non mi sono ancora definire come corridore. Tengo abbastanza bene in salita e ho un ottimo spunto allo sprint. Magari ci sono corridori che lanciati in volata vanno più di me, ma quando la corsa diventa dura mi trovo spesso a essere il più veloce». 

MENTORE

Caratteristiche molto simili a quelle di una vecchia conoscenza del Gottardo Giochi Caneva. Due anni fa, infatti, Davide Stella si laureava anche lui campione del mondo Juniores nell’Inseguimento a squadre e nell’Eliminazione. Tra l’altro, il ventenne di Fiumicello (UD) è stato recentemente promosso nel World Tour con l’UAE Emirates XRG, a partire dal 2027. «Con Davide siamo molto amici – ha raccontato Padovan –. Lo prendo come ispirazione. In un certo senso siamo simili: va anche lui forte sia su strada che su pista, dove, tra l’altro, corriamo le stesse discipline». 

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