MARCHESAN TRICOLORE!

28 luglio 2016news - - - - -

L’isontino trionfa nell’inseguimento a squadre

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 Marchesan (primo a sx) fasciato del tricolore con i compagni di squadra. ©FotoBolgan

 

Quattro aquile friulane volano in alto nel cielo di Pordenone e agguantano il tricolore.

Nella notte magica del Bottecchia i ragazzi selezionati da Silven Perusini non deludono il folto pubblico che assiepa le tribune del velodromo pordenonese e conquistano l’oro dell’inseguimento a squadre juniores che mancava da ventotto anni.

 

Nel lontano 1988, 3/4 del quartetto che conquistò, proprio in riva al Noncello l’ambito titolo erano gialloneri; stanotte Gabriel Marchesan, alfiere del Gottardo Giochi Caneva, trascina i compagni nell’impresa di vincere il titolo in casa. Battuti in finale i ragazzi dell’Emilia Romagna, bronzo alla Lombardia che nella finalina per il 3° posto ha avuto la meglio sul quartetto “B” del Friuli V.G. nel quale gareggiavano i gialloneri Cescon e D’Eredità.

 

«Sapevamo di poterci giocare l’oro – confessa Marchesan ancora incredulo – ma vincerlo veramente è un’emozione unica. La maglia tricolore ripaga dei sacrifici e del lavoro fatto durante l’ultimo anno: il bronzo del 2015 ci ha dato la consapevolezza dei nostri mezzi e vincere in casa con il tifo dei nostri tifosi è una sensazione che fatico a descrivere».

 

Occhi lucidi per tutto lo staff friulano e in particolare per Tino Chiaradia che si affretta ad aggiornare il registro delle maglie tricolori conquistate dai ragazzi di Caneva fermo dal 2010: ben novantadue sono adesso i tricolori in bacheca, con quello di Marchesan che si affianca a quelli conquistati oramai sei anni fa da Masotti, Ciccone e Buttazzoni sulla pista di Mori.

 

Un emozionato Michele Biz commenta:

 

«Abbiamo inseguito questa maglia per anni, Marchesan, assieme ai compagni e allo staff regionale, ci ha lavorato per dodici mesi e adesso si prende meritatamente tutti gli applausi. Per noi è l’ennesimo tricolore, ma non per questo siamo sazi: ogni singolo successo costa fatica e va condiviso con tutti coloro che, giorno dopo giorno, lavorano nell’ombra per mettere gli atleti nelle condizioni di esprimersi al meglio. Stanotte si festeggia alzando i calici ma altri obiettivi ci attendono, domani è un altro giorno…».

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